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Termovalvole ecco i metodi per risparmiare fino al 75%

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termovalvole-2Beh, ormai lo sappiamo tutti entro la fine del 2016 (ma come ha spiegato il Sole 24 Ore è molto probabile che nei primi giorni di gennaio venga concessa una proroga di almeno sei mesi.) in Italia è previsto l’obbligo di installare le valvole termostatiche (che hanno il compito di regolare la temperatura della stanza in cui è istallata)  e sistemi di contabilizzazione del calore in tutte le case con riscaldamento centralizzato, per contenere la spesa energetica delle nostre case.  L’obbligo è introdotto dalla direttiva europea 2012/27/Ue. La mancata installazione entro i termini previsti prevede delle sanzioni comprese tra 500 e 2.500 euro, a seconda delle disposizioni previste dalle varie Regioni.

Secondo un indagine nazionale prodotta da ProntoPro.it il costo per installare una singola valvola termostatica in Italia può variare molto, oscillando fra i 70 e i 100 euro ma il costo medio nazionale corrisponde a 78 euro per ogni valvola.

Prendiamo in considerazione un appartamento medio di 80 mq con 5 termosifoni, il costo medio totale si attesta intorno ai 390 euro.

Come risparmiare sulle Termovalvole

Facendo delle ricerche, per capire quanto potrebbe essere la spesa minima per sistemare la questione termovalvole senza incorrere in sanzioni, siamo inciampati sul sito AMAZON e abbiam notato delle offerte  con termovalvole (ben recensite dagli utenti) a costi molto competitivi. Cercando bene si possono trovare termovalvole (magari guardando anche i pacchetti da più termovalvole) a 14 € spendendo all’incirca una somma di 70 euro per un appartamento medio di 80 mq con 5 termosifoni, risparmiando ben 320 euro rispetto alla media nazionale.

Per saperne di più vi rimandiamo su questo semplicissimo articolo di EdilPortale cliccando qui.

Le Detrazioni Fiscali… al 50% o al 65%?

Agenzia delle Entrate ha precisato che per le spese sostenute proprio per l’installazione di contatori individuali nei condomini è possibile godere delle agevolazioni fiscali chiarendo che se i dispositivi di contabilizzazione del calore sono installati in concomitanza con la sostituzione, integrale o parziale, di impianti di climatizzazione invernale esistenti con impianti dotati di caldaie a condensazione e contestuale messa a punto del sistema di distribuzione, le relative spese sono ammesse alla detrazione del 65%, per un valore massimo della detrazione di 30.000 euro.

Lo stesso vale in caso di pompe: installazione di dispositivi di contabilizzazione in concomitanza della sostituzione dell’impianto esistente con pompe di calore ad alta efficienza o con impianti geotermici a bassa entalpia.

Se, invece, i dispositivi di contabilizzazione del calore sono installati senza che sia sostituito, integralmente o parzialmente, l’impianto di climatizzazione invernale ovvero nel caso in cui quest’ultimo sia sostituito con un impianto che non presenta le caratteristiche tecniche richieste ai fini della citata detrazione per gli interventi di riqualificazione energetica, le relative spese sono ammesse alla detrazione spettante ai sensi dell’articolo 16-bis, comma 1, lett. h) del TUIR nella misura attuale del 50% trattandosi di intervento finalizzato al conseguimento di risparmio energetico.

Scarica qui la Circolare n. 18 dell’Agenzia delle Entrate 6 maggio 2016 – Leggete attentamente il Capitolo 3 (ALTRE QUESTIONI)

 

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Istat: continua la crescita delle compravendite immobiliari

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graficoNel secondo trimestre 2016 le convenzioni notarili di compravendita per unità immobiliari (194.620) accelerano la crescita, segnando un +20,6% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, dopo il +17,9% registrato nei primi tre mesi dell’anno. Questo risultato positivo riguarda tutti i comparti immobiliari e l’intero territorio.

Il mercato immobiliare ha iniziato la sua ripresa in modo più regolare dal secondo trimestre del 2015 (+6,2%); il minimo storico era stato raggiunto nel quarto trimestre del 2012 (-25,7%), anno in cui le variazioni sono state fortemente negative in tutti i trimestri.

A crescere di più nel secondo trimestre dell’anno in corso sono stati i trasferimenti di unità immobiliari a uso abitazione e accessori (+20,9% su base annua) ma l’incremento è consistente anche per quelli di unità a uso economico (+15,3%).

Il 93,9% delle compravendite riguarda immobili a uso abitativo e accessori (182.801), il 5,5% quelli a uso economico (10.726) e lo 0,6% unità a uso speciale e multiproprietà (1.093).

Il trend delle compravendite di abitazioni risulta omogeneo nelle diverse ripartizioni geografiche mentre per gli immobili a uso economico è stato molto intenso al Sud (+23,9%) e nelle Isole (+23,7%) e più rallentato nelle regioni centrali (+4,7%).

Nei piccoli centri la ripresa delle transazioni immobiliari è stata più pronunciata per il comparto dell’abitativo (+22,0% contro +19,6% dei grandi), mentre nei centri metropolitani  la crescita più robusta si è registrata per le unità a uso economico (+17,5% contro  +13,9% delle altre città).

Nel secondo trimestre 2016 le convenzioni notarili per mutui, finanziamenti e altre obbligazioni con costituzione d’ipoteca immobiliare stipulati con banche o soggetti diversi dalle banche (109.786) registrano un significativo aumento (+24,5%) rispetto allo stesso trimestre del 2015.

La crescita interessa tutte le ripartizioni geografiche, con variazioni superiori alla media nelle Isole (+30,9%), al Sud (+29,0%) e al Centro (+26,8%).

Complessivamente, il primo semestre del 2016 mostra evidenti segnali di espansione per le compravendite, i mutui, i finanziamenti e altre obbligazioni. Le compravendite nel settore immobiliare crescono del 19,4% su base annua, trainate soprattutto dal settore abitativo (+19,8% contro +11,9% del comparto a uso economico). I mutui registrano una variazione positiva del +26,5% per un totale di 197.822 convenzioni.

Anche mutui e altri finanziamenti mantengono il sentiero di crescita

Continua dal primo trimestre del 2014 la crescita delle convenzioni notarili per mutui, finanziamenti e altre obbligazioni con costituzione d’ipoteca immobiliare stipulati con banche o soggetti diversi dalle banche: sono stati 109.786 nel II trimestre 2016, il 24,5% in più rispetto allo stesso periodo del 2015 (Prospetto 3 e Figura 2).

Gli aumenti riguardano tutte le ripartizioni geografiche sebbene con qualche differenza: trainano le Isole (+30,9%) e il Sud (+29%), seguono il Centro (+26,8%) e il Nord-ovest  (+20,2%) e il Nord-est (+23,2%).

Il ritmo di crescita del secondo trimestre rispetto allo stesso periodo precedente, pur mantenendosi sostenuto, si è affievolito rispetto a quello del primo trimestre in tutte le ripartizioni geografiche. Le Isole e il Nord-ovest, che avevano segnato nel primo trimestre la crescita tendenziale più sostenuta, sono anche quelle dove il rallentamento della crescita è stato più evidente (rispettivamente -10,8 e -8,7 punti percentuali).

Il primo semestre del 2016 si chiude con una variazione positiva del 26,5%, per un totale di 197.822 convenzioni (+ 41.488 unità rispetto al primo semestre 2015).

Fonte:Monitorimmobiliare

I documenti necessari per vendere casa

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Documenti necessari per vendere un immobilePer vendere un immobile occorre inizialmente prepararsi alla documentazione necessaria da inoltrare al possibile acquirente oppure all’agente immobiliare a cui affideremo l’incarico a vendere.

In questo articolo spiegheremo ed elencheremo tutta la documentazione necessaria per vendere casa.

Documenti che attestano proprietà

  • Copia atto notarile di acquisto
  • Dichiarazione di successione e relativi documenti (per gli immobili pervenuti in successione)
  • Nota di trascrizione
  • Regolamento di condominio (ove presente)
  • Contratto di locazione (Se l’immobile è locato a terzi)
  • Certificato di stato libero o estratto riassunto dall’atto di matrimonio

Se l’immobile è gravato da ipoteca (in presenza di mutuo)

  • Copia del contratto di mutuo
  • Ricevuta del versamento di estinzione mutuo o l’ultimo bollettino (per i mutui estinti)
  • Eventuale copia dell’atto di assenso alla cancellazione di ipoteca o richiesta di estinzione d’uffici

Regolarità urbanistica

  • Planimetria catastale 
  • Visura catastale
  • Visura ipotecaria
  • Riferimenti al titolo urbanistico (licenza, concessione, permesso a costruire, dichiarazione di inizio attività …)
  • Certificato di agibilità (ove esistente)
  • Attestato di Prestazione Energetica (APE)
  • Certificati di Conformità degli impianti (ove esistenti)

Per gli immobili con condono edilizio

  • Concessione edilizia in sanatoria
  • Tutta la documentazione relativa al condono

Casi particolari

  • Se un coniuge vuole vendere un immobile, occorrerà verificare se vi sia o meno la necessità del consenso dell’altro coniuge.
  • Se un minore o un interdetto sono proprietari di un bene, occorre l’autorizzazione del giudice alla vendita e l’intervento del loro tutore o del genitore o del legale rappresentante
  • Se l’immobile è classificato come “bene culturale” o se è soggetto a particolari vincoli artistico-paesaggistici occorre, in determinate circostanze, l’autorizzazione delle competenti autorità affinché possa essere venduto ed è soggetto alla prelazione all’acquisto da parte della soprintendenza.

Le Imposte per Acquistare Casa

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Calcolo imposte di acquisto casa

 

 

 

 

 

Di seguito un breve riassunto delle imposte a seconda del soggetto venditore differenziata dalla richiesta o no delle agevolazioni fiscali.

Quando il soggetto che vende è:

 

Privato o  Impresa costruttrice o che ha ristrutturato l’immobile a condizione che: la vendita avvenga “dopo 5 anni” dall’ultimazione dei lavori

Tipo di acquisto imposta di registro(minima di 1000 euro) imposta ipotecaria imposta catastale
1°casa (escluse categorie A/1 A/8 A/9) 2% fissa di 50 euro fissa di 50 euro
1°casa (da impresa esente IVA) 2% fissa di 50 euro fissa di 5 euro
Altri casi 9% fissa di 50 euro fissa di 50 euro
Base imponibile = Valore Catastale dell’immobile
Attenzione l’agevolazione spetta, però, a condizione che nell’atto sia indicato l’effettivo importo pattuito per la cessione. Infatti, l’occultamento del corrispettivo o la dichiarazione nell’atto di compravendita di una somma inferiore a quella concordata determina la perdita del beneficio con le seguenti conseguenze:

  1. le imposte di registro, ipotecaria e catastale saranno calcolate sul corrispettivo effettivamente pattuito;
  2. sarà dovuta una sanzione che va dal 50% al 100% delle minori imposte versate.

Quando il soggetto che vende invece è:

 

Impresa costruttrice o che ha ristrutturato l’immobile e la vendita avvenga “entro 5 anni” dall’ultimazione dei lavori

Tipo di acquisto IVA imposta di registro imposta ipotecaria imposta catastale
1°casa (escluse categorie A/1 A/8 A/9) 4% fissa di 200 euro fissa di 200 euro fissa di 200 euro
Altri casi 10% fissa di 200 euro fissa di 200 euro fissa di 200 euro
Abitazioni categorie A/1 A/8 A/9 22% fissa di 200 euro fissa di 200 euro fissa di 200 euro
Base imponibile = Corrispettivo pagato e dichiarato nell’atto
Attenzione:  Relativamente a queste cessioni, le disposizioni consentono all’ufficio di rettificare direttamente la dichiarazione annuale Iva del venditore se il corrispettivo dichiarato è inferiore al “valore normale” del bene.

Definito come: Prezzo o il corrispettivo mediamente praticato per beni della stessa specie o similari in condizioni di libera concorrenza e al medesimo stadio di commercializzazione, nel tempo e nel luogo in cui è stata effettuata l’operazione o nel tempo e nel luogo più prossimi.

 Stai cercando casa? Scrivici qui sotto cosa cerchi e inviaci una tua richiesta.

Come si calcola la superficie commerciale di un Immobile?

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misurare i metri di un immobile

Una delle cose che sembra più scontate e che la maggior parte delle Immobiliari NON PROFESSIONALI misurano “a spanne”, è il procedimento di come in  viene calcolata la superficie commerciale degli immobili residenziali.

Molte volte mi è capitato di sentire, da gente inesperta, la frase: “calcola che questa casa è di 180 mq/circa commerciali” su trilocali con superficie utile netta calpestabile di 65 mq taverna di 40 mq, box di 35 interrato collegato alla taverna e giardino annesso di 100 mq piantumato.

Ora, io capisco che in taverna la gente cucina, fa la doccia, e ci caccia qualsiasi cosa che non è più indispensabile alla vita quotidiana….. ma rimane comunque sempre una taverna con altezze e struttura non abitabili e, se il sig. Rossi ha comprato un appartamento di 65 mq con una taverna di 40 è perché dico “probabilmente” un appartamento su un unico piano di 105 mq gli sarebbe costato di più (ndr)!!!

Facciamo chiarezza:

Per Superficie Commerciale Vendibile (SCV) deve intendersi una superficie basata sulla somma delle “superfici ponderate” che compongono l’immobile. Rappresenta un parametro di mercato oggettivo al quale attenersi per le valutazioni patrimoniali.

Criteri per il calcolo della Superficie Commerciale

Documento riepilogativo del sistema di calcolo della “superficie commerciale”, redatto secondo il Codice delle Valutazioni Immobiliari (edito da Tecnoborsa ed Agenzia delle entrate)

Superfici principali
Descrizione Incidenza Annotazioni
Superficie utile netta calpestabile 100%
Muri perimetrali 100% calcolare fino allo spessore max di 50 cm
Muri perimetrali in comunione 50% calcolare fino allo spessore max di 25 cm
Mansarde 75% altezza media minima mt 2,40
Sottotetti non abitabili (mansarda) 35% altezza media minima inferiore a mt 2,40 ed altezza minima di mt 1,50
Soppalchi abitabili (con finiture analoghe ai vani principali) 80% altezza media minima mt 2,40
Soppalchi non abitabili 15%
Verande (con finiture analoghe ai vani principali) 80%
Verande (senza finiture analoghe ai vani principali) 60%
Taverne e Locali seminterrati abitabili(collegati ai vani principali) 60% altezza media minima mt 2,40
Precisazioni

Per il calcolo della superficie commerciale non potendo provvedere ad uno specifico rilievo, con molta approssimazione e limitatamente alle abitazioni, si potranno quindi considerare le murature (interne/esterne/comuni) uguali ad una maggiorazione della superficie utile netta pari al 10%.

 

Superfici di ornamento
Descrizione Incidenza Annotazioni
Balconi e Lastrici solari 25% Applicabile fino a 25mq, l’eccedenza va calcolata al 10%
Terrazzi e Logge 35% Applicabile fino a 25mq, l’eccedenza va calcolata al 10%
Terrazzi di attici (a tasca) 40% Applicabile fino a 25mq, l’eccedenza va calcolata al 10%
Portici e Patii 35% Applicabile fino a 25mq, l’eccedenza va calcolata al 10%
Corti e Cortili 10% Applicabile fino a 25mq, l’eccedenza va calcolata al 2%
Giardini e aree di pertinenza di “appartamento” 15% Applicabile fino a 25mq, l’eccedenza va calcolata al 5%
Giardini e aree di pertinenza di “ville e villini” 10% Applicabile fino a 25mq, l’eccedenza va calcolata al 2%
Precisazioni 

per le superfici non comunicanti con i vani principali considerare il 50% dell’incidenza

 

Superfici vani accessori e parcheggi
Descrizione Incidenza Annotazioni
Cantine, Soffitte e Locali accessori (non collegati ai dei vani principali) 20% altezza minima di mt 1,50
Locali accessori (collegati ai dei vani principali) 35% altezza minima 2,40
Locali tecnici 15% altezza minima di mt 1,50
Box (in autorimessa collettiva) 45% dimensioni tipo di posto auto mt 2,50 x 5,00 = 12,50 mq
Box (non collegato ai vani principali) 50%
Box (collegato ai vani principali) 60%
Posti auto coperti (in autorimessa collettiva) 35%
Posti auto scoperti 20%

Sulla base di queste tabelle adesso si può dire che l’immobile del sig. Rossi è indicativamente di 98,5 mq …. ovvio ogni immobile ha le sue caratteristiche che potrebbero aumentare/diminuire il prezzo…. ma abbiamo almeno una base di partenza per fare una CONGRUA valutazione immobiliare.

Giuseppe Frigerio

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L’assegno a deposito fiduciario sulla Proposta di acquisto

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Man writing a check

Il primo passo da fare dopo aver trovato la casa ideale è quello di formulare una proposta d’acquisto in forma scritta indirizzata al venditore e versando un piccolo acconto.

L’assegno si consegna all’agenzia immobiliare quando si sottoscrive una proposta d’acquisto (o di locazione); questo ormai è una prassi consolidata perché allegare un assegno alla proposta è una forma di impegno, un modo per garantire in modo oggettivo, la serietà delle intenzioni dell’acquirente. Inoltre, nel caso in cui si concluda l’affare, il fatto che il proprietario riceva ed incassi un assegno consegnatogli dall’acquirente, è un elemento in più che consolida l’accordo preso insieme alle firme delle parti.

Normalmente l’importo dell’assegno deve essere pressoché simbolico in quanto eventualmente sarà integrato da pagamenti successivi, pertanto nella media si stabilisce un importo di circa 2-5.000€; l’assegno sarà non trasferibile ed intestato (esclusivamente) al proprietario dell’immobile che è anche il destinatario della proposta d’acquisto; come tutti gli assegni inoltre è fondamentale che sia compilato con cura in tutte le sue parti: luogo data e firma (è importante ricordare che il notaio, al momento della sottoscrizione dell’atto di vendita definitivo, chiederà una copia di tutti i pagamenti effettuati per il saldo del prezzo).

Ovviamente l’assegno che si allegherà alla proposta è un deposito fiduciario e, solo se la proposta verrà effettivamente accettata, diventerà una caparra confirmatoria.

L’assegno dovrà rimanere in custodia all’agente immobiliare (che ne sarà responsabile) per tutta la durata della trattativa, ma solitamente è autorizzato fin da subito a consegnarlo al proprietario nel caso in cui questi accetti la proposta. In questo caso comunque è utile sottolineare che la proposta si potrà effettivamente considerare conclusa nel momento in cui verrà data comunicazione al proponente dell’avvenuta accettazione entro il termine d’irrevocabilità stabilito; pertanto l’acquirente sarà anche avvisato della successiva consegna dell’assegno al proprietario.

Se invece la proposta non viene accettata entro il termine previsto o se la proposta presenta delle clausole risolutive per  eventi che non si verificano (come un mutuo che non viene concesso) l’assegno deve essere immediatamente riconsegnato all’aspirante acquirente senza alcuna deroga né ulteriori impegni o obblighi da parte sua, di alcun tipo.

Se si vuole essere sicuri di quanto appena letto è bene che tutto ciò sia anche espressamente indicato nella proposta o, meglio ancora, in un documento a parte che faccia da ricevuta e che deve contenere le casistiche ed i comportamenti adottati; si dovrà quindi indicare:

  • La proposta d’acquisto a cui l’assegno è allegato (indicando anche l’immobile, il proprietario e la data di sottoscrizione)
  • La persona che riceve l’ assegno e che lo custodisce (e firma la ricevuta)
  • In quale caso l’assegno sarà consegnato al proprietario e quando
  • In quale caso sarà restituito
  • altre liberatorie
  • eventuali riferimenti a note, clausole e subordinazioni indicate nella proposta

Se questo documento è redatto nella maniera indicata si può firmare e consegnare un assegno in totale tranquillità, affidandolo all’agente immobiliare con cui si sottoscriverà la proposta d’acquisto: potresti chiedergli di consegnarti una ricevuta con queste caratteristiche, magari direttamente su carta intestata dell’agenzia; se non volesse farlo  (a meno che non ne abbia una sua standard che ricopra quanto descritto) credo che non sarebbe indice di un buon inizio e lascio a te le riflessioni sulle conseguenze.

Ciò che assolutamente non va fatto è lasciare un assegno in bianco o senza che sia correttamente e completamente compilato ed intestato esclusivamente al proprietario od avente titolo per la vendita (in questo caso non si fa riferimento all’agente immobiliare).

In conclusione allegare un assegno alla proposta d’acquisto è un passaggio quasi obbligato, ma può essere affrontato con la massima tranquillità, a condizione di adottare i giusti accorgimenti.

Risparmiare con le detrazioni e i bonus fiscali fino al 50%. Tutte le novità del 2016

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La nuova Legge di Stabilità 2016 punta ancora sulla casa dando incentivazioni, detrazioni e bonus ancora più importanti del 2015. In alcuni casi si tratta di misure già in vigore, rinnovate anche per il 2016 come, ad esempio, la proroga dei bonus edilizi e la previsione del bonus pari al 50% per l’acquisto di mobili e grandi elettrodomestici.

Spiccano in tal senso, da un lato, la nuova possibilità che consente di detrarre dall’IRPEF il 19% dei canoni di leasing versati fino al 2020 per l’acquisto o la costruzione di un immobile da adibire ad abitazione principale entro un periodo che risulta di 1 anno a partire dal momento della consegna; dall’altro, l’appena introdotta possibilità di detrarre il 50% dell’IVA pagata quest’anno o anche dopo per l’acquisto, realizzato nel 2016, di immobili a destinazione residenziale, di classe energetica A o B, che sono stati ceduti dalle stesse imprese che li hanno costruiti.

 

ECOBONUS

In primo piano ci sono sicuramente la proroga fino al 31 dicembre 2016 di tutti i bonus edilizi, la conferma del bonus del 50 percento per l’acquisto di mobili e di grandi elettrodomestici e quella della detrazione del 65 percento agli interventi verdi effettuati dagli Istituti autonomi per le case popolari, con anche l’estensione di questa detrazione ai dispositivi multimediali per il controllo da remoto degli impianti di riscaldamento e climatizzazione. Nello specifico le regole ufficiali stabiliscono che le detrazioni fiscali saranno anche per quest’anno al 65 percento per i lavori volti a garantire maggiore efficienza energetica. Si tratta del cosiddetto “ecobonus” per i lavori di efficientamento energetico dell’immobile. La quota detraibile dall’Irpef è pari al 65 percento della spesa sostenuta e il limite di spesa a cui è applicabile la detrazione varia da intervento a intervento:

  • per i lavori di riqualificazione energetica generale degli edifici il tetto di spesa su cui si può applicare il bonus è fissato a 153mila euro, che corrisponde quindi a una detrazione massima di 100mila euro;
  • per l’acquisto di pannelli solari il tetto di spesa è fissato a 92mila euro, con una detrazione massima quindi di 60mila euro;
  • lo stesso tetto di spesa è previsto anche per l’acquisto di pareti, infissi e finestre isolanti, coperture e pavimenti;
  • per l’installazione di impianti con generatori di calore alimentati da biomasse combustibili il limite di spesa è previsto a 46mila euro, con detrazione fino a 30mila euro;
  • infine l’ecobonus è previsto anche per la sostituzione di impianti di climatizzazione invernale con caldaie a condensazione, pompe di calore o impianti geotermici, dove il tetto di spesa è fissato a 46mila euro con una detrazione massima di 30mila euro.

In ogni caso l’ecobonus verrà suddiviso in 10 rate annuali di egual importo. La legge prevede che potranno beneficiare della detrazione del 65 percento anche gli enti di gestione delle case di edilizia residenziale pubblica, i quali potranno anche utilizzare un fondo di 170 milioni di euro per i lavori di manutenzione.

 

RISTRUTTURAZIONI

È prorogata anche la detrazione fiscale sull’Irpef al 50 percento per i lavori di ristrutturazione edilizia. In questo caso il limite di spesa è confermato a 96mila euro, con una detrazione massima di 48mila euro quindi. Il bonus è anche qua suddiviso in 10 rate annuali di ugual valore. I beneficiari dell’incentivo sono persone fisiche che possiedono un immobile, a qualsiasi titolo (proprietari, affittuari, locatari, usufruttuari, soci di imprese). Nel caso in cui l’abitazione fosse cointestata, il bonus viene suddiviso tra i proprietari e può essere utilizzato anche solo dal contribuente detentore dell’unità abitativa. Ha diritto alla detrazione anche il familiare convivente del possessore o detentore dell’immobile, purché sostenga le spese, con fatture e bonifici a lui intestati. In caso di vendita (o cessioni a titolo gratuito) di un immobile ristrutturato, la detrazione delle rate residue può restare al venditore o invece essere trasferita all’acquirente. Gli enti locali, in questo caso, non sono ammessi alla detrazione, in quanto non sono soggetti Irpef. Per beneficiare della detrazione Irpef al 50 percento, le spese di ristrutturazione devono essere pagate all’impresa edilizia con un bonifico bancario tracciabile in cui devono essere indicati la causale del versamento, il codice fiscale del destinatario della detrazione e il numero della partita IVA o il codice fiscale del beneficiario. Se il bonifico risulta incompleto non è possibile beneficiare della detrazione, per la quale le banche hanno moduli specifici (basta informarsi).

 

BONUS MOBILI E GRANDI ELETTRODOMESTICI

bonus mobili

Ulteriore proroga presente nella Legge di Stabilità 2016 è quella del cosiddetto bonus mobili e grandi elettrodomestici, che prevede uno sgravio Irpef del 50 percento su un limite di spesa di 10mila euro per i mobili e gli elettrodomestici acquistati per un’abitazione in ristrutturazione. Non rientrano in queste categorie porte, pavimentazioni, tende e altri complementi di arredo. I grandi elettrodomestici acquistati, per poter avere accesso alla detrazione, devono essere di classe energetica non inferiore alla A+ (solo A per i forni). Il principale presupposto per ottenere il bonus, dunque, è effettuare un intervento di recupero del patrimonio edilizio, sia su singole unità immobiliari residenziali, sia su parti comuni di edifici. Le spese per tali interventi devono essere state sostenute a partire dal 26 giugno 2012 e fino al 31 dicembre 2016. Altro presupposto è invece legato al pagamento, che dev’essere effettuato o con un bonifico bancario (completo in ogni sua parte e informazione, compresa la causale), o mediate carte di credito o di debito, non in contanti o assegni bancari.

 

BONUS MOBILI GIOVANI COPPIE

Una novità introdotta dalla Legge di Stabilità 2016 riguarda l’ampliamento del bonus per l’acquisto di mobili anche alle giovani coppie under 35. Si tratta di una detrazione Irpef al 50 percento sulle spese, sostenute dal 1 gennaio al 31 dicembre 2016, fino a 16mila euro per le giovani coppie che acquistano unità immobiliari da adibire ad abitazione principale. Il bonus in tal caso non è legato ai lavori di ristrutturazione, ma all’acquisto della prima casa. Per giovani coppie si intende un nucleo familiare composto sia da coniugi che da semplici conviventi more uxorio da almeno 3 anni, dove almeno uno dei due componenti non ha più di 35 anni. Anche in questo caso la detrazione va ripartita in 10 rate annuali di ugual valore. Il bonus in questione, però, non è cumulabile con il bonus mobili legato ai lavori di ristrutturazione, ovvero quello prorogato dal governo.

 

SCONTI IVA PER L’ACQUISTO DI UN’ABITAZIONE

Altra novità introdotta dal governo Renzi: le persone fisiche potranno detrarre dall’Irpef il 50 percento dell’Iva pagata (dall’1 gennaio 2016) per l’acquisto dall’impresa costruttrice, fatto entro il 31 dicembre 2016, di un’abitazione di classe energetica A o B. A fare fede circa la data dell’acquisto sarà l’atto notarile. La detrazione dovrà essere ripartita, anche in questo caso, in 10 rate. Poiché non vi sono vincoli relativi alla destinazione ad abitazione principale, la detrazione spetta anche ai soci, persone fisiche, di società di persone, nel caso in cui l’acquisto agevolato venga effettuato nel 2016 da parte della società. Ancora non è stato chiarito se potranno beneficiare della detrazione Irpef in questione anche i soci, persone fisiche, delle S.r.l. trasparenti.

 

ACQUISTO O COSTRUZIONE DI CASA TRAMITE LEASING

Dall’1 gennaio 2016 fino al 31 dicembre 2020 sarà inoltre attivo un ulteriore bonus: sarà possibile detrarre dall’Irpef il 19 percento della spesa d’acquisto o di costruzione, effettuato tramite leasing, di abitazioni da parte di giovani, con età inferiore a 35 anni, con un reddito complessivo entro i 55mila euro e non già titolari di diritti di proprietà su altri immobili a destinazione abitativa. Le spese massime ammissibili per accedere a questa detrazione sono 8mila euro per canoni e oneri accessori (ovvero 1.520 euro annui) e 20mila euro per il riscatto (3.800 euro annui). Questa stessa detrazione è applicabile anche a chi ha 35 anni o più, con le stesse condizioni, ma dimezzando le spese massime ammissibili (quindi 4mila euro per canoni e oneri accessori e 10mila euro per il riscatto). La norma non dice nulla nel caso in cui il contratto sia stipulato prima dei 35 anni ma prosegua dopo il compimento di questa età.

Come spiega Il Sole 24 Ore, il nuovo incentivo fiscale è molto conveniente se confrontato con la detrazione Irpef del 19 percento degli interessi pagati sui mutui ipotecari per l’acquisto o la costruzione/ristrutturazione dell’abitazione principale, dove l’onere detraibile al 19 percento è costituito solo dagli interessi passivi pagati (e non dalla quota capitale della rata del mutuo) e per un importo massimo annuale rispettivamente di 4mila euro (detrazione massima annuale di 760 euro) e di 2.582,28 euro (detrazione massima annuale di 491 euro). Il nuovo incentivo consente di detrarre dall’Irpef il 19 percento di tutto il canone di leasing, oltre che i relativi oneri accessori. Inoltre, l’importo annuale massimo delle spese agevolate è pari a 8mila euro (4mila euro per i “non giovani”), consentendo una detrazione massima di 1.520 euro annui (760 euro per i “non giovani”). La nuova agevolazione, poi, prevede la possibilità di detrarre anche il riscatto finale, per un importo non superiore a 20mila euro (10mila euro per i “non giovani”), consentendo una detrazione massima di 3.800 euro (1.900 euro per i “non giovani”).

 

ALTRE NOVITA’

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Infine la Legge di Stabilità 2016 prevede altre piccole grandi novità per quanto riguarda le tasse e le agevolazioni fiscali sulla casa. Ad esempio è stata cancellata la Tasi sull’abitazione principale, una misura che si stima interessi circa 19 milioni di italiani per una cifra pari a 3,7 miliardi di euro, mentre resta l’Imu sulle prime case considerate di lusso (quelle rientranti nelle categorie catastali A-1, A-8 e A-9). Si pagherà invece solo il 50 percento dell’Imu e della Tasi sulla seconda casa data in comodato d’uso a figli o genitori, ma il comodato deve essere registrato e si deve possedere al massimo una prima casa oltre a quella data al parente. Altro sconto del 25 percento su Imu e Tasi è poi previsto per le case affittate a canone concordato. Il governo ha infine previsto uno stanziamento di 15 milioni di euro per garantire nel 2016 un credito d’imposta a chi acquista allarmi o sistemi di videosorveglianza per la propria abitazione, oppure stipuli contratti con istituti di sorveglianza. L’importo di queste agevolazioni non è ancora specificato e sarà un decreto del Tesoro a stabilirlo.

 

Fonte: Leggioggi – Il sole 24 ore –