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Risparmiare con le detrazioni e i bonus fiscali fino al 50%. Tutte le novità del 2016

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La nuova Legge di Stabilità 2016 punta ancora sulla casa dando incentivazioni, detrazioni e bonus ancora più importanti del 2015. In alcuni casi si tratta di misure già in vigore, rinnovate anche per il 2016 come, ad esempio, la proroga dei bonus edilizi e la previsione del bonus pari al 50% per l’acquisto di mobili e grandi elettrodomestici.

Spiccano in tal senso, da un lato, la nuova possibilità che consente di detrarre dall’IRPEF il 19% dei canoni di leasing versati fino al 2020 per l’acquisto o la costruzione di un immobile da adibire ad abitazione principale entro un periodo che risulta di 1 anno a partire dal momento della consegna; dall’altro, l’appena introdotta possibilità di detrarre il 50% dell’IVA pagata quest’anno o anche dopo per l’acquisto, realizzato nel 2016, di immobili a destinazione residenziale, di classe energetica A o B, che sono stati ceduti dalle stesse imprese che li hanno costruiti.

 

ECOBONUS

In primo piano ci sono sicuramente la proroga fino al 31 dicembre 2016 di tutti i bonus edilizi, la conferma del bonus del 50 percento per l’acquisto di mobili e di grandi elettrodomestici e quella della detrazione del 65 percento agli interventi verdi effettuati dagli Istituti autonomi per le case popolari, con anche l’estensione di questa detrazione ai dispositivi multimediali per il controllo da remoto degli impianti di riscaldamento e climatizzazione. Nello specifico le regole ufficiali stabiliscono che le detrazioni fiscali saranno anche per quest’anno al 65 percento per i lavori volti a garantire maggiore efficienza energetica. Si tratta del cosiddetto “ecobonus” per i lavori di efficientamento energetico dell’immobile. La quota detraibile dall’Irpef è pari al 65 percento della spesa sostenuta e il limite di spesa a cui è applicabile la detrazione varia da intervento a intervento:

  • per i lavori di riqualificazione energetica generale degli edifici il tetto di spesa su cui si può applicare il bonus è fissato a 153mila euro, che corrisponde quindi a una detrazione massima di 100mila euro;
  • per l’acquisto di pannelli solari il tetto di spesa è fissato a 92mila euro, con una detrazione massima quindi di 60mila euro;
  • lo stesso tetto di spesa è previsto anche per l’acquisto di pareti, infissi e finestre isolanti, coperture e pavimenti;
  • per l’installazione di impianti con generatori di calore alimentati da biomasse combustibili il limite di spesa è previsto a 46mila euro, con detrazione fino a 30mila euro;
  • infine l’ecobonus è previsto anche per la sostituzione di impianti di climatizzazione invernale con caldaie a condensazione, pompe di calore o impianti geotermici, dove il tetto di spesa è fissato a 46mila euro con una detrazione massima di 30mila euro.

In ogni caso l’ecobonus verrà suddiviso in 10 rate annuali di egual importo. La legge prevede che potranno beneficiare della detrazione del 65 percento anche gli enti di gestione delle case di edilizia residenziale pubblica, i quali potranno anche utilizzare un fondo di 170 milioni di euro per i lavori di manutenzione.

 

RISTRUTTURAZIONI

È prorogata anche la detrazione fiscale sull’Irpef al 50 percento per i lavori di ristrutturazione edilizia. In questo caso il limite di spesa è confermato a 96mila euro, con una detrazione massima di 48mila euro quindi. Il bonus è anche qua suddiviso in 10 rate annuali di ugual valore. I beneficiari dell’incentivo sono persone fisiche che possiedono un immobile, a qualsiasi titolo (proprietari, affittuari, locatari, usufruttuari, soci di imprese). Nel caso in cui l’abitazione fosse cointestata, il bonus viene suddiviso tra i proprietari e può essere utilizzato anche solo dal contribuente detentore dell’unità abitativa. Ha diritto alla detrazione anche il familiare convivente del possessore o detentore dell’immobile, purché sostenga le spese, con fatture e bonifici a lui intestati. In caso di vendita (o cessioni a titolo gratuito) di un immobile ristrutturato, la detrazione delle rate residue può restare al venditore o invece essere trasferita all’acquirente. Gli enti locali, in questo caso, non sono ammessi alla detrazione, in quanto non sono soggetti Irpef. Per beneficiare della detrazione Irpef al 50 percento, le spese di ristrutturazione devono essere pagate all’impresa edilizia con un bonifico bancario tracciabile in cui devono essere indicati la causale del versamento, il codice fiscale del destinatario della detrazione e il numero della partita IVA o il codice fiscale del beneficiario. Se il bonifico risulta incompleto non è possibile beneficiare della detrazione, per la quale le banche hanno moduli specifici (basta informarsi).

 

BONUS MOBILI E GRANDI ELETTRODOMESTICI

bonus mobili

Ulteriore proroga presente nella Legge di Stabilità 2016 è quella del cosiddetto bonus mobili e grandi elettrodomestici, che prevede uno sgravio Irpef del 50 percento su un limite di spesa di 10mila euro per i mobili e gli elettrodomestici acquistati per un’abitazione in ristrutturazione. Non rientrano in queste categorie porte, pavimentazioni, tende e altri complementi di arredo. I grandi elettrodomestici acquistati, per poter avere accesso alla detrazione, devono essere di classe energetica non inferiore alla A+ (solo A per i forni). Il principale presupposto per ottenere il bonus, dunque, è effettuare un intervento di recupero del patrimonio edilizio, sia su singole unità immobiliari residenziali, sia su parti comuni di edifici. Le spese per tali interventi devono essere state sostenute a partire dal 26 giugno 2012 e fino al 31 dicembre 2016. Altro presupposto è invece legato al pagamento, che dev’essere effettuato o con un bonifico bancario (completo in ogni sua parte e informazione, compresa la causale), o mediate carte di credito o di debito, non in contanti o assegni bancari.

 

BONUS MOBILI GIOVANI COPPIE

Una novità introdotta dalla Legge di Stabilità 2016 riguarda l’ampliamento del bonus per l’acquisto di mobili anche alle giovani coppie under 35. Si tratta di una detrazione Irpef al 50 percento sulle spese, sostenute dal 1 gennaio al 31 dicembre 2016, fino a 16mila euro per le giovani coppie che acquistano unità immobiliari da adibire ad abitazione principale. Il bonus in tal caso non è legato ai lavori di ristrutturazione, ma all’acquisto della prima casa. Per giovani coppie si intende un nucleo familiare composto sia da coniugi che da semplici conviventi more uxorio da almeno 3 anni, dove almeno uno dei due componenti non ha più di 35 anni. Anche in questo caso la detrazione va ripartita in 10 rate annuali di ugual valore. Il bonus in questione, però, non è cumulabile con il bonus mobili legato ai lavori di ristrutturazione, ovvero quello prorogato dal governo.

 

SCONTI IVA PER L’ACQUISTO DI UN’ABITAZIONE

Altra novità introdotta dal governo Renzi: le persone fisiche potranno detrarre dall’Irpef il 50 percento dell’Iva pagata (dall’1 gennaio 2016) per l’acquisto dall’impresa costruttrice, fatto entro il 31 dicembre 2016, di un’abitazione di classe energetica A o B. A fare fede circa la data dell’acquisto sarà l’atto notarile. La detrazione dovrà essere ripartita, anche in questo caso, in 10 rate. Poiché non vi sono vincoli relativi alla destinazione ad abitazione principale, la detrazione spetta anche ai soci, persone fisiche, di società di persone, nel caso in cui l’acquisto agevolato venga effettuato nel 2016 da parte della società. Ancora non è stato chiarito se potranno beneficiare della detrazione Irpef in questione anche i soci, persone fisiche, delle S.r.l. trasparenti.

 

ACQUISTO O COSTRUZIONE DI CASA TRAMITE LEASING

Dall’1 gennaio 2016 fino al 31 dicembre 2020 sarà inoltre attivo un ulteriore bonus: sarà possibile detrarre dall’Irpef il 19 percento della spesa d’acquisto o di costruzione, effettuato tramite leasing, di abitazioni da parte di giovani, con età inferiore a 35 anni, con un reddito complessivo entro i 55mila euro e non già titolari di diritti di proprietà su altri immobili a destinazione abitativa. Le spese massime ammissibili per accedere a questa detrazione sono 8mila euro per canoni e oneri accessori (ovvero 1.520 euro annui) e 20mila euro per il riscatto (3.800 euro annui). Questa stessa detrazione è applicabile anche a chi ha 35 anni o più, con le stesse condizioni, ma dimezzando le spese massime ammissibili (quindi 4mila euro per canoni e oneri accessori e 10mila euro per il riscatto). La norma non dice nulla nel caso in cui il contratto sia stipulato prima dei 35 anni ma prosegua dopo il compimento di questa età.

Come spiega Il Sole 24 Ore, il nuovo incentivo fiscale è molto conveniente se confrontato con la detrazione Irpef del 19 percento degli interessi pagati sui mutui ipotecari per l’acquisto o la costruzione/ristrutturazione dell’abitazione principale, dove l’onere detraibile al 19 percento è costituito solo dagli interessi passivi pagati (e non dalla quota capitale della rata del mutuo) e per un importo massimo annuale rispettivamente di 4mila euro (detrazione massima annuale di 760 euro) e di 2.582,28 euro (detrazione massima annuale di 491 euro). Il nuovo incentivo consente di detrarre dall’Irpef il 19 percento di tutto il canone di leasing, oltre che i relativi oneri accessori. Inoltre, l’importo annuale massimo delle spese agevolate è pari a 8mila euro (4mila euro per i “non giovani”), consentendo una detrazione massima di 1.520 euro annui (760 euro per i “non giovani”). La nuova agevolazione, poi, prevede la possibilità di detrarre anche il riscatto finale, per un importo non superiore a 20mila euro (10mila euro per i “non giovani”), consentendo una detrazione massima di 3.800 euro (1.900 euro per i “non giovani”).

 

ALTRE NOVITA’

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Infine la Legge di Stabilità 2016 prevede altre piccole grandi novità per quanto riguarda le tasse e le agevolazioni fiscali sulla casa. Ad esempio è stata cancellata la Tasi sull’abitazione principale, una misura che si stima interessi circa 19 milioni di italiani per una cifra pari a 3,7 miliardi di euro, mentre resta l’Imu sulle prime case considerate di lusso (quelle rientranti nelle categorie catastali A-1, A-8 e A-9). Si pagherà invece solo il 50 percento dell’Imu e della Tasi sulla seconda casa data in comodato d’uso a figli o genitori, ma il comodato deve essere registrato e si deve possedere al massimo una prima casa oltre a quella data al parente. Altro sconto del 25 percento su Imu e Tasi è poi previsto per le case affittate a canone concordato. Il governo ha infine previsto uno stanziamento di 15 milioni di euro per garantire nel 2016 un credito d’imposta a chi acquista allarmi o sistemi di videosorveglianza per la propria abitazione, oppure stipuli contratti con istituti di sorveglianza. L’importo di queste agevolazioni non è ancora specificato e sarà un decreto del Tesoro a stabilirlo.

 

Fonte: Leggioggi – Il sole 24 ore –

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Arriva Il Leasing Immobiliare

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contratti-casa-e1423470434721Arriva dalla legge di Stabilità 2016 un’ulteriore spinta al mercato immobiliare per il nuovo anno. La Commissione del Bilancio alla Camera ha approvato l’emendamento che estende la locazione finanziaria anche alle persone fisiche. Si chiama leasing immobiliare ed è il finanziamento da parte di una banca o un intermediario finanziario che si obbligano ad acquistare formalmente o far costruire un immobile per conto di un privato cittadino che lo deterrà in affitto per un periodo di tempo concordato, con la possibilità di riscattarne la proprietà al termine di quel periodo e a un prezzo concordato in sede di stipula del contratto di leasing.

La nuova disposizione di legge permette di ricorrere al leasing immobiliare per un periodo di 5 anni,a partire dal nuovo anno e fino al 2020: la finalità principale dell’alternativa all’acquisto della casa con la stipula di un mutuo è la possibilità offerta a chi non ha i requisiti per accedere al classico finanziamento di pianificare l’acquisto di una casa nel medio periodo.

Sono diverse infatti le agevolazioni previste in termini fiscali dall’emendamento per il contratto di leasing.

La più importante riguarda i giovani che abbiano un’età inferiore ai 35 anni e che abbiano un reddito fino a 55 mila euro: per loro è prevista la detrazione fiscale del 19% sui canoni e i relativi oneri accessori, fino a un massimo di 8.000 euro annui. La stessa detrazione del 19% e per un importo massimo di 20.000 euro è prevista sulla maxirata finale per l’acquisto del bene.

Per coloro che hanno più di 35 anni le agevolazioni sono dimezzate, e la deduzione fiscale sarà su un importo massimo dei canoni di 4.000 euro e su una maxirata finale di 10.000 euro.

Agevolazioni sono previste anche per i soggetti che cedono immobili alle società di leasing, che dovranno sostenere un’imposta di registro pari all’1,5% e imposte ipotecarie e catastali nella misura fissa di 200 euro ciascuna. Allo stesso modo, i costruttori potranno avere sgravi derivanti da contratti di cessioni nei confronti delle società di leasing.

Altri vantaggi importanti di ricorrere a un leasing rispetto a un mutuo riguardano le spese da sostenere. Il leasing immobiliare non comporta alcuna spesa di istruttoria o iscrizione di ipoteca, mentre l’importo da versare al notaio viene posticipato al momento del riscatto.

In teoria il leasing consente di finanziare fino al 100% della somma necessaria per l’acquisto dell’abitazione (mentre con il mutuo è possibile arrivare fino all’80%): in questo caso l’intermediario potrebbe richiedere come rata iniziale dal 10 e il 30% del valore dell’immobile.

Acquistare Casa all’ASTA.

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comprare+casa+astaSe i costi del mercato tradizionale diventano troppo alti, è possibile trovare modalità alternative per l’acquisto della casa. Oltre ai cosiddetti contratti “anti-crisi”, si può ricorrere alle aste immobiliari: una soluzione che può essere conveniente, oggi più accessibile e garantita grazie anche all’introduzione delle aste telematiche. In alcuni casi, le aste consentono di acquistare un immobile a un prezzo ribassato anche fino al 25%, nel caso in cui la prima asta vada deserta.

Ma  c’è da fare ancora tantissima chiarezza sull’argomento e sopratutto meglio cercare di affidarsi ad un professionista quale un avvocato oppure un “SERIO” Agente Immobiliare che cercherà di gestirvi la difficoltosa procedura e di seguirvi professionalmente all’acquisto del beneamato bene indicato.

Per chiarire ogni dubbio, prima di partecipare a un’asta immobiliare, è bene rivolgersi ad un professionista delegato, e sopratutto tener ben presente questi punti (visti e già rivisti in tanti giornali e siti di riferimento ma meglio ricordarli…ndr):

  1. Non dare per scontata la convenienza del prezzo
    Anche se il prezzo dell’immobile può essere molto inferiore rispetto al valore di mercato, meglio non dare per scontato che l’importo di aggiudicazione sia sempre conveniente.
  2. Valuta i tuoi tempi
    Considera se hai o meno urgenza di disporre dell’immobile, i tempi non sono sempre prevedibili.
  3. Prendi visione di tutti i documenti disponibili
    È molto importante prendere visione dell’avviso di vendita, della relazione di stima, delle planimetrie, delle fotografie e di tutti i documenti pubblicati su appositi siti web almeno 45 giorni prima dell’asta.
  4. Leggi la perizia
    La perizia specifica anche i vincoli e gli oneri che saranno cancellati e quelli che resteranno a carico dell’acquirente.
  5. Visita gli immobili
    Prima dell’asta, con l’ausilio del custode nominato dal giudice delle esecuzioni, è indispensabile visitare l’immobile per rendersi conto degli aspetti non menzionati nella perizia.
  6. Definisci il limite massimo della somma che vuoi investire
    Decidi quanto sei disposto a spendere prima di partecipare all’asta, per non correre il rischio di farti trascinare dall’emotività ed esporti più del dovuto.
  7. Informati sulle spese
    Informati bene sulle spese che dovrai sostenere oltre al prezzo di aggiudicazione.
  8. Attenzione alle modalità di pagamento
    Se acquisti all’asta, devi disporre velocemente della cifra richiesta oppure devi farti rilasciare un mutuo per tempo, tenendo presente che potrebbero esserci delle difficoltà nell’istruire la pratica.
  9. Tieni conto dei benefici fiscali
    Ai beni acquisiti con le aste immobiliari si applicano gli stessi benefici previsti per i trasferimenti immobiliari. Ricorda che la volontà di usufruire delle agevolazioni fiscali deve essere espressa in sede di asta o, meglio, al termine.
  10. Attento agli immobili occupati
    In caso di difficoltà, ad esempio se l’immobile è occupato senza regolare contratto d’affitto, il nuovo proprietario dovrà provvedere a proprie spese a eseguire lo sfratto, rivolgendosi a un legale che procederà all’immediata liberazione tramite ufficiale giudiziario.

Per far chiarezza su questo mercato il Consiglio Nazionale del Notariato ha ideato la guida “Acquisto all’asta”. Scarica la guida, è gratis.

I Mutui e le compravendite nel 2015

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Secondo la fonte Crif, le domande di mutuo, nei i primi 3 mesi dell’anno 2015 hanno fatto segnare un incremento del +37,5% rispetto al pari periodo dello scorso anno.

L’infografica sul mercato Real Estate di CRIF RES

Nel 2014 il numero delle compravendite è cresciuto del +3,6%.
Scopri di più sull’andamento del mercato real estate nella videoinfografica trend.

I nuovi contratti “RENT TO BUY” (parte 1)

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Comprare casa negli ultimi anni sta diventando pressoché economicamente difficile, le banche, se finanziano, lo fanno solo ai pochi clienti che lavorano a tempo indeterminato, scartando una vasta gamma di clienti (artigiani, autonomi, tempi determinati e altro…) dove non c’è una grande storicità di lavoro.

Il rent-to-buy, una modalità di compravendita in arrivo dagli States che permette di mettere mano sull’immobile dei propri sogni anche in assenza pro-tempore dei denari necessari. Letteralmente significa “affittare per comprare”.

Rent to buy come “formula magica” per consentire ai cittadini di comprare casa in un momento di difficoltà di accesso al credito, e ai costruttori di smaltire l’invenduto. Questa tipologia di contratti consente, infatti, a chi ha intenzione di acquistare un immobile ma ha ridotte disponibilità in contanti, la possibilità di poterlo abitare immediatamente a fronte del pagamento di un canone che in parte verrà considerato come acconto sul prezzo di acquisto. Per il proprietario c’è la possibilità di garantirsi la vendita anche in un momento di stallo del mercato. A dettare le regole per questi contratti, il decreto Sblocca Italia, che viene reso oggi operativo grazie a un contratto-tipo messo a punto dal Notariato, che pubblica anche un vademecum per saperne di più ed evitare cattive sorprese.

I vantaggi per chi compra. Nello schema proposto dal Notariato, il contratto buy non obbliga il futuro acquirente a concludere l’affare, ma vincola il venditore a cedere l’immobile al termine del periodo prestabilito al costo prefissato, scontando parte dei canoni di affitto come acconto su un prezzo “bloccato”. A fronte di questo accordo, infatti, il futuro acquirente può immediatamente entrare in casa pagando un affitto un po’ più salato rispetto a quello standard di mercato, in quanto una parte delle rate serve ad abbattere il prezzo. Per cui se al termine del contratto il futuro acquirente non dovesse avere ancora tutta la liquidità necessaria, dovrebbe chiedere un mutuo più basso di quello inizialmente necessario, potendo contare su una maggior facilità di accesso al credito e rate più contenute rispetto a quelle che avrebbe pagato in precedenza, senza rischiare di perdere l’affare, neppure in caso di difficoltà del costruttore.

Nessun rischio se fallisce il venditore. Per questa tipologia di contratti, infatti, la legge suggerisce la trascrizione nei registri immobiliari. La trascrizione vale come una vera e propria prenotazione di acquisto vincolante per le parti, per cui il proprietario, una volta firmato il contratto, non potrà vendere l’immobile a qualcun altro, concedere un’ipoteca, o costituire una servitù passiva o qualsiasi altro diritto che possa creare problemi al futuro acquirente. Neppure gli eventuali creditori del venditore potrebbero iscrivere un’ipoteca sull’immobile in vendita, né pignorarlo, in quanto a partire dalla data di trascrizione del rent to buy, l’immobile è “riservato” al futuro acquirente, e qualsiasi trascrizione o iscrizione non avrebbe effetto nei suoi confronti.

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Contratto risolto senza rimborso in caso di mancati pagamenti. Se invece fosse il potenziale acquirente a cambiare idea, o a trovarsi nell’impossibilità di effettuare l’acquisto, perderebbe la quota versata come acconto, in quanto la legge riconosce al venditore il diritto a trattenere tutte le somme incassate come risarcimento per la mancata vendita. Il contratto si risolve, infatti, di diritto se si verifica il mancato pagamento di un numero di rate pari ad ventesimo del totale, senza alcun obbligo di rimborso. Nel caso di contratto della durata di cinque anni, quindi con 60 rate mensili, con cinque rate saltate il contratto sarebbe sciolto e quindi  l’immobile occupato dal conduttore senza titolo. Questo consentirebbe al proprietario di ottenere lo sfratto. Vista la peculiarità del contratto le procedure per la liberazione dell’immobile dovrebbero essere più veloci di quelle per i contratti standard.

I bonus sulle ristrutturazioni 2015

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ristrutturazioni-CORBIS-258x258Sono stati prorogati fino al 31 dicembre 2015 l’ecobonus e quello sulle ristrutturazioni. Si tratta delle agevolazioni fiscali che consentono di risparmiare dal 50% al 65% per cento della spesa sostenuta per gli interventi di manutenzione straordinaria e di riqualificazione energetica. Come funzionano le detrazioni, chi può beneficiarne e i documenti da presentare

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Infissi, caminetti, pannelli fotovoltaici, tende solari, vetrate, ma anche caldaie a biomassa e i grandi elettrodomestici di classe energetica A+ (frigoriferi, congelatori, lavatrici, lavastoviglie, forni, microonde e apparecchi per il condizionamento). E, poi, ancora tanti tipi di mobili come letti, armadi, cassettiere, librerie, scrivanie, tavoli, sedie, comodini, credenze e materassi. E’ intorno a questi oggetti che ruotano gli interventi per il risparmio energetico, il miglioramento e l’adeguamento sismico e quelli per la ristrutturazione degli immobili che, se eseguiti durante i lavori che sulla casa (o sulle parti comuni degli edifici condominiali), possono essere detratti dalla dichiarazione dei redditi nella misura rispettivamente del65% e del 50 per cento.

La legge di Stabilità ha infatti prorogato fino al 31 dicembre 2015 queste agevolazioni fiscali introdotte dal Decreto ecobonus. Del resto ristrutturare casa si può trasformare in una buona occasione per risparmiare. Tanto che a conti fatti, in 10 anni (i bonus vanno spalmati su dieci rate annuali) si può recuperare più della metà di quanto si è speso. L’importante è che le spese siano correttamente documentate con fattura e bonifico.

Una campagna di comunicazione che, tuttavia, non spiega uno dei motivi per cui la politica dal 2007 ad oggi si da tanto da fare per trovare i soldi per prorogare di anno in anno i maxi bonus (19 miliardi di euro nel 2013, di cui 14,5 miliardi gli investimenti in ristrutturazione edilizia e 4,5 miliardi per la riqualificazione energetica). Di fronte al collasso del mercato immobiliare ed edilizio, che – spiega Bankitalia – tra il 2008 e il 2013 ha fatto perdere un punto e mezzo di Pil, a continuare a trainare il mattone è stata solo l’attività di manutenzione e di recupero del patrimonio esistente che ha registrata una crescita di 11 punti percentuali. E anche per il 2015, spiega un’analisi del Cresme, a un ennesimo calo dell’8,8% delle nuove costruzioni, solo le ristrutturazioni resteranno positive (+2%).

Altro punto che rende tanto ‘cara’ alla politica la partita delle spese che si sostengono per i lavori che ruotano intorno alla casa è la spinta che si sta cercando di dare alla riduzione dell’evasione fiscale con il nuovo modello Isee, il 730 precompilato e la tracciabilità totale dei pagamenti e del prelievo fiscale non solo applicato alla Pubblica amministrazione, ma anche al settore privato. Un fenomeno, questo del nero, più che diffuso quando si è alle prese con muratori, idraulici ed elettricisti.

Ma vediamo come funzionano i bonus, chi può beneficiarne e quali sono i documenti da presentare che vanno sempre conservati fino alla fine del godimento della detrazione, quindi 10 anni.

Ristrutturazioni
È possibile detrarre dalle tasse il 50% delle spese sostenute dal 26 giugno 2012 al 31 dicembre 2015 per un massimo di 96.000 euro. Poi, dal gennaio 2016 si tornerà alla percentuale ordinaria del 36% per un massimo di 48mila euro.

Danno diritto alla detrazione gli interventi di manutenzione ordinaria realizzati su parti comuni condominiali (come la sostituzione integrale o parziale di pavimenti anche esterni e il rivestimento e tinteggiatura delle pareti esterne o interne) e quelli di manutenzione straordinaria negli appartamenti che riguardano l’eliminazione delle barriere architettoniche, la ricostruzione dopo un evento calamitoso, la bonifica dell’amianto, l’installazione di ascensori, la realizzazione di scale interne o muri di cinta, il miglioramento dei servizi igienici, la sostituzione di infissi esterni o dell’impianto idraulico ed elettrico.

Documenti da presentare. Per fruire della detrazione è necessario pagare con bonifico bancario o postale da cui risultino causale del versamento, codice fiscale dei contribuenti che usufruiscono della detrazione e codice fiscale o numero di partita Iva del beneficiario del pagamento. Non c’è più l’obbligo d’invio della comunicazione di inizio lavori all’Agenzia delle Entrate e quello di indicare il costo della manodopera nella fattura emessa dall’impresa che esegue i lavori. È diventata obbligatoria, invece, l’indicazione dei dati catastali dell’immobile ristrutturato nella dichiarazione dei redditi.

Mobili ed elettrodomestici
Esiste la possibilità di detrarre, all’interno di un intervento di ristrutturazione edilizia, il 50% della spesa sostenuta per questi acquisti. Il tetto massimo detraibile per i mobili non può superare 10.000 euro per unità immobiliare a prescindere dall’importo speso per la ristrutturazione.

Per poter essere detratte, le spese devono essere state sostenute tra il 6 giugno 2013 e il 31 dicembre 2015. La ristrutturazione dell’immobile cui sono destinati mobili ed elettrodomestici deve essere però iniziata dell’acquisto degli stessi. Il pagamento deve avvenire tramite bonifico, carte di credito o di debito. Va conservata la ricevuta di pagamento con lo scontrino o la fattura d’acquisto che devono contenere il codice fiscale del beneficiario dell’agevolazione e quello del venditore.

Riqualificazione energetica
È possibile detrarre anche il 65% delle spese che si sostengono per gli interventi di ristrutturazione che aumentano il livello di efficienza energetica degli edifici esistenti. In particolare per le opere che riguardano la riduzione del fabbisogno energetico per il riscaldamento, il miglioramento termico dell’edificio(finestre, coibentazioni, pavimenti…), l’installazione di pannelli solari e la sostituzione di impianti di climatizzazione invernale. Nel dettaglio, i lavori che permettono di ridurre la quantità di energia necessaria per il riscaldamento dell’intero edificio hanno un tetto massimo di 100mila euro, gli interventi sull’involucro (per esempio, pareti, finestre e infissi) scendono a 60.000 euro, così come l’installazione di schermature (come tende o vetrate) epannelli solari. Per le caldaie a biomasse si arriva a 30mila euro.

Come ottenere il bonus. Per beneficiare della detrazione è necessario pagare con bonifico bancario o postale da cui risultino causale del versamento, codice fiscale dei contribuenti che usufruiscono della detrazione e codice fiscale o numero di partita Iva del beneficiario del pagamento. Per gli interventi sulle parti comuni condominiali si può, invece, utilizzare una certificazione rilasciata dall’amministratore del condominio.

Sul fronte della documentazione, la procedura è un po’ più complicata. Servono, infatti, la dichiarazione che attesti che l’intervento realizzato è conforme ai requisiti tecnici richiesti, la cosiddetta asseverazione, e l’attestato di certificazione (o qualificazione) energetica che comprende i dati relativi all’efficienza energetica dell’edificio. Il documento non è più necessario per la sostituzione delle finestre, l’installazione dei pannelli solari e la sostituzione di impianti di climatizzazione invernale. Anche in questo caso è saltato l’obbligo d’invio della comunicazione di inizio lavori all’Agenzia delle Entrate.

Capitolo a parte per la comunicazione all’Enea, l’Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile. Entro 90 giorni dalla fine dei lavori le va trasmessa telematicamente (garantisce la ricevuta informatica) la copia dell’attestato di certificazione o di qualificazione energetica e la scheda informativa relativa agli interventi realizzati. La data di fine lavori, dalla quale decorre il termine per l’invio della documentazione all’Enea, coincide con il giorno del collaudo che, se non è richiesto per la tipologia di intervento effettuato, può esser sostituito da idonea documentazione emessa da chi ha eseguito i lavori o dal tecnico che compila la scheda informativa. Non sono valide le autocertificazioni del contribuente.

ACQUISTARE CASA IN SICUREZZA

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Acquistare una casa di proprietà è un momento particolare della propria vita, specialmente se si tratta della prima casa, e necessita di alcuni consigli per farlo in sicurezza, per non incorrere in errori, e bisogna conoscere anche le tasse da versare ed i documenti da richiedere al proprietario cedente da produrre per l’atto notarile.

Senza dimenticare di valutare la tassazione e l’impatto fiscale che presenta anche dei “margini di risparmio”, che qui trovate riepilogati in una guida pratica in formato di sintesi.

La Richiesta della documentazione al venditore

Indipendentemente dal fatto che vi siate rivolti ad un’agenzia immobiliare oppure direttamente dal venditore (acquisto casa da privato), richiedete la copia Dell’ atto di provenienza del venditore ossia il titolo che gli ha permesso di poter a sua volta vendere casa in quanto è necessario (anche se lo farà anche il notaio) dimostrare la catena dei proprietari che porta fino a voi per essere sicuri di non subire spiacevoli sorprese.

In tal senso sarà necessario procedere alla richiesta delle visura catastale e della mappa dell’appartamento depositato al catasto. Nonostante vi siano stati diversi condoni negli ultimi anni e voi molto probabilmente starete acquistando una casa nuova dal costruttore o un appartamento di qualche decina di anni, esistono ancora persone che nonostante abbiano modificato o stravolta la planimetria della casa non ha richiesto il nuovo accatastamento e ancora presentano piantine difformi rispetto alla realtà il che rende non possibile la stipula dell’atto notarile e vi espone anche a sanzioni amministrative.

Verificate la presenza di ipoteche sull’immobile o condoni fiscali

Molto spesso nella pratica l’immobile è gravato da contratto di mutuo e sull’immobile è stata iscritta ipoteca che deve essere cancellata prima della stipula dell’atto. L’ipoteca infatti rende impossibile al notaio la prosecuzione della compravendita immobiliare pertanto è necessaria la preventiva cancellazione che può anche essere prodotta all’ultimo momento o alla stipula dell’atto.Oppure anche farsi fare una dichiarazione dalla banca che ha erogato il mutuo (nel senso farsela fare dal venditore) nel caso in cui il mutuo sia contestato.
Lo stesso vale per eventuali condoni fiscali di cui avrebbe potuto fruire il proprietario dell’immobile che di fatto possono aver sanato eventuali difformità della casa rispetto alla mappa catastale.

Estratto degli ultimi tre verbali condominiali di assemblea ordinaria e straordinaria

Questo è necessario in quanto all’interno potrebbero essere state prese delle decisioni che di fatto non possono vincolare per il futuro il venditore in quanto per le decisioni prese risponde l’ex proprietario a meno che non vi sia un esplicito accordo tra le parti.
Inoltre vi potrebbero semplicemente essere delle condizioni d’uso dell’immobile che non sono in linea con le vostre esigenze e come tali potrebbero abbassare il prezzo di vendita, o anche delle limitazioni nell’uso degli spazi comuni per cui sempre meglio e conveniente verificare nell’acquistare casa anche questo aspetto. Certo questo è un aspetto soggettivo non imputabile al venditore ma nella vostra decisione pesa.

Richiesta estratto pagamento delle spese condominiali

Parto con il dire che voi sarete responsabili del pagamento delle spese condominiali dal giorno del rogito in poi ma fatevi produrre dall’amministratore una dichiarazione in cui dichiarererà che non esistono pendenze del venditore nel pagamento delle spese condominiali e che l’ammontare della cassa condominiale è in attivo.

Caratteristiche dell’immobile conformi alle norme di legge

Ormai è indispensabile avere un certificato di conformità energetica anche se ancora devo conoscere chi lo possiede se non ha effettuato lavori o acquistato una casa nuova. Ma oltre alle eventuali certificazioni dovreste farvi supportare (sempre che non abbiate intenzione di rifare la casa nuova) da un geometra o da una ditta per valutare lo stato dell’impianto elettrico o idraulico o lo stato del tetto se esiste e perchè no anche lo stato esterno dell’immobile o palazzo o villa (che potrebbe essere oggetto di li a poco ad interventi ti di manutenzione straordinaria) che come sapete non costano poco.

Pagamento delle tasse per acquistare e l’impatto fiscale dell’acquisto

Verificate inoltre le tasse e l’impatto fiscale in generale che deriva dall’acquisto di casa che deriveranno dalla registrazione dell’atto che come sapete in via ordinaria è pari al 7% (9% dal 2014) se non potete beneficiare delle agevolazioni prima casa altrimenti scende al 2%

Inoltre verificate eventuali voci di risparmio di imposta non solo IRPEF ma ai fini anche di altre imposte come IVA o imposta di bollo come per esempio il trasferimento all’acquirente dei benefici fiscali legati alle detrazioni dei lavori di ristrutturazione sull’immobile (come trovate approfondito nel seguito) o anche la detrazione connessa alle spese per intermediazione immobiliare.

Che fine fanno le DETRAZIONI DEL 36% o del 55%

Chiedete se sono state effettuati eventuali lavori di ristrutturazione in quanto con la nuova risoluzione dell’AE del 2011 è stato chiarito che il beneficio alla detrazione fiscale dei lavori è trasferibile insieme al valore d’acquisto, pertanto può formare argomento di contrattazione e di variazione del prezzo di vendita anche se come sappiamo purtroppo parliamo spesso di poche centinaia di euro di detrazione annua però sempre meglio saperlo. Vi ricordo inoltre che sono state modificate le percentuali di godimento di tali agevolazioni incrementando il 36% fno al 50% (65%) e con esso anche il limite di fruizione.